Pineta di Cattinara: presentato dal Comitato, a Ministeri e istituzioni, un dossier di 180 pagine per la salvezza del bosco.

di Piesse

Riceviamo da Paolo Radivo , rappresentante del Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara, la comunicazione che di seguito pubblichiamo .

In fondo all’articolo ripubblichiamo una nostra videointervista a Paolo Radivo e Paola Snidersich , in cui vengono spiegate le problematiche connesse all’eventuale distruzione della Pineta di Cattinara, che si vorrebbe eliminare per far posto al nuovo Burlo Garofolo oltre ai lavori già in corso che hanno eliminato pate del bosco sottostante all’ospedale.

Di seguito (sotto la foto) il comunicato sul Dossier mandato a Ministeri e istituzioni

Il Comunicato del Comitato Spontaneo per la Pineta di Cattinara:

Salviamo la pineta di Cattinara! Lasciamo il “Burlo” in via dell’Istria!

Il Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara ha trasmesso ai ministri, sottosegretari e dirigenti dei Ministeri della Salute, della Cultura, delle Politiche agricole, alimentari e forestali, della Transizione Ecologica, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, a numerosi parlamentari e candidati alle elezioni politiche, al presidente, al vicepresidente, ad alcuni assessori e ai consiglieri regionali del Friuli Venezia Giulia, al sindaco, al vice-sindaco, a diversi assessori e ai consiglieri comunali di Trieste, alle Circoscrizioni quinta, sesta e settima di Trieste, nonché a diversi altri soggetti interessati un dossier di 181 pagine sulle impattanti opere in corso di realizzazione o in programma nel polo ospedaliero triestino di Cattinara.

Su incarico dell’ASUGI, per volontà della Regione e con il beneplacito di “Burlo Garofolo”, Comune di Trieste, ANAS ed ex Provincia, nel febbraio 2022 la ditta Rizzani de Eccher ha iniziato, sul lato verso Altura, i lavori di deforestazione e sbancamento per edificare entro il luglio 2024:

1) un parcheggio da 350 posti macchina tra il polo cardiologico e via del Botro, in sostituzione dell’attuale parcheggio dipendenti, che sparirebbe per lasciar posto al nuovo “Burlo”;

2) un padiglione servizi aziendali da 4 piani fuori terra e 4 piani seminterrati di parcheggi per 335 auto incombente sulla via Valdoni bassa (da realizzare anche con fondi PNRR);

3) una strada tra via Valdoni bassa e via del Botro a servizio del parcheggio sostitutivo.

Con ciò finora si sono già abbattuti (dicono) 146 alberi.

Si prevede poi di costruire:

1) tra giugno 2023 e giugno 2025 il cosiddetto “cubone Covid” (o “Cube Hospital”) da 7 piani nel piazzale interno dell’ospedale;

2) tra giugno 2023 e giugno 2027 il nuovo ospedale materno infantile “Burlo Garofolo” tra la pineta, l’asilo nido, la chiesa, il parcheggio dipendenti, la torre chirurgica e Anatomia patologica;

3) tra giugno 2025 e dicembre 2029 la terza torre (da realizzare anche con fondi PNRR), in contemporanea con la ristrutturazione delle due esistenti.

Verrebbero così sradicati 296 alberi nella pineta (che è un bosco tutelato per legge), 77 nell’attiguo parcheggio dipendenti e 17 nel piazzale interno o in aree comuni sparse.

Entro il 2029 si eliminerebbero in tutto 536 alberi. I 3.365 promessi quale compensazione sarebbero in maggioranza arbusti e comunque perlopiù fuori dal contesto originario.

In seguito Comune e ANAS, d’intesa con Regione, ASUGI e “Burlo”, intendono realizzare una bretella viaria tra la superstrada e il polo cardiologico, che sopprimerebbero 185 alberi, 9 dei quali “di pregio”, mentre diversi altri appartengono a un bosco e dunque non potrebbero essere distrutti. I ripristini vegetali promessi sarebbero meno della metà degli alberi abbattuti e non certo della stessa altezza e larghezza.

E poi ancora: un’altra palazzina didattica (ne mancano), una foresteria…

Oltre ai lunghi disagi di cantiere, al termine Cattinara e Altura avrebbero meno verde, ma più cemento, più asfalto, più inquinamento atmosferico e più rumore.

Eppure nessuna di tutte queste costose opere in programma è necessaria lì.

Il “Burlo” potrebbe tranquillamente restare in via dell’Istria, dove fornisce un prezioso servizio di prossimità che si sottrarrebbe ai rioni di Ponziana, San Giacomo, Chiarbola e Santa Maria Maddalena Superiore. Basterebbe solo completarne l’ammodernamento e l’ampliamento in zona.

Ovvio poi che il parcheggio sostitutivo e la strada tra via Valdoni e via del Botro non servirebbero se a Cattinara si evitasse di costruire l’inutile nuovo “Burlo”.

Nemmeno il padiglione servizi aziendali e il “cubone Covid” servirebbero se da Cattinara si spostassero in siti più idonei tutte le strutture universitarie e quelle ospedaliere non per pazienti acuti. E per collegare le due torri ora a se stanti non ne occorrerebbe necessariamente un’altra da 15 piani.

A tutte le istituzioni competenti chiediamo pertanto di:

  • preservare integralmente sia la pineta di Cattinara sia gli alberi dell’attiguo parcheggio dipendenti e del restante comprensorio ospedaliero;
  • desistere dal voler costruire a Cattinara il nuovo “Burlo”;
  • completare l’ampliamento e l’ammodernamento della sede di via dell’Istria secondo i più moderni parametri;
  • cassare dall’Accordo di programma tutte le nuove strade, i nuovi parcheggi e le nuove strutture edili che comportassero danni permanenti alla vegetazione naturale di Cattinara;
  • individuare aree già edificate e infrastrutturate idonee dove trasferire da Cattinara tutte le strutture universitarie e quelle ospedaliere non per pazienti acuti già esistenti o da costruire;
  • informare e interpellare la popolazione residente e la cittadinanza tutta sulle opere in cantiere o in programma.

Paolo Radivo

Comitato spontaneo per la pineta di Cattinara

L’Intervista di qualche mese fa a Paolo Radivo e Paola Snidersich (Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara).

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Articolo a cura di Piesse

Comitato No Ovovia: annunciato un esposto contro la Cabinovia

Stiamo preparando un esposto da mandare a Corte dei Conti e Magistratura Ordinaria sulla questione Cabinovia”. Durante la conferenza stampa del 20 settembre il Comitato No ovovia, rappresentato al tavolo da Andrea Wehrenfennig (Legambiente) , Maurizio Fermeglia (WWF) , William Starc (Comitato No Ovovia ) e Elena Declich (rappresentante dei residenti Strada del Friuli) comunica che ci si sta muovendo per presentare un esposto alla Magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti sulla questione Cabinovia.

Si parte dalla lettera del Ministero arrivata alla Regione in luglio e immediatamente inoltrata al Comune (che non ne ha pubblicizzato i contenuti). La Regione aveva posto un quesito in relazione alla possibilità di posizionare impianti a fune nella cosiddette zone protette a protezione speciale (ZPS) e “Rete2000” in cui è inserito bosco Bovedo, dove dovrebbe passare la Cabinovia. Tale quesito era stato proposto dopo che alcuni funzionari del Comune avevano sostenuto che il divieto di passaggio, in alcune zone protette, di impianti a fune disposto dalla normativa vigente riguardava solo gli impanti sciistici e non altri tipi di impianti a fune . In sostanza per i funzionari del Comune per la Cabinovia si poteva fare una deroga (pur passando in zona protetta) in quanto la struttura non servirebbe un impianto sciistico. Il Ministero ha risposto chiaramente che tutti gli impianti a fune rientrano nel divieto come riportato dalla nota stampa del Comitato che riprende un estratto della nota ministeriale : “…deve pertanto ritenersi che tutte le tipologie di impianti a fune rientrano nell’ambito di applicazione del divieto di cui al dm “criteriminimi”, considerato altresì che detti impianti hanno strutturalmente un impatto sulla sicurezza dei volatili e che possono comportare un impatto sull’intero habitat, sia per le modifiche ambientali connesse con la realizzazione delle strutture”. Non esistono deroghe quindi (come sosteneva il Comune) per il Trasporto Pubblico Locale che permettano il passaggio di un impianto a fune in una zona protetta come il Bosco Bovedo

da sinistra: Wehrenfennig , Fermeglia, Starc , Declich

Quindi , ha continuato William Starc in rappresentanza del Comitato , si ritiene che non sussitano più ragioni per continuare a impegnare risorse sulle spese correnti per questo impianto, come sta attualmente facendo il Comune, risorse che andrebbero utilizzate per esigenze più urgenti della cittadinanza; ed è per questo che abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’esposto. Fermeglia (WWF) ha poi sottolineato che tale nota del Ministero è arrivata al Comune parecchie settimane fa (a luglio 2022) e che il Comune non ha voluto assolutamente pubblicizzarne o renderne noti i contenuti. Elena Declich (rappresentante degli abitanti delle zone interessate dal passaggio della cabinovia) ha evidenziato che, come noto, recentemente sono arrivate ai residenti le lettere che annunciavano i sopralluoghi dei periti (anche 20 periti in certi casi) in vista di eventuali espropri o servitù di passaggio che hanno messo in allarme i cittadini tutti, ma soprattutto gli anziani della zona e che la gente è stufa di tali atteggiamenti concludendo con un appello al sindaco e Comune affinchè compiano un atto di coraggio, cambiando idea sul progetto. Infine Giorgio Perini (esperto nazionale distaccato alla Commissione europea e addetto alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE), invitato dal Comitato a ripetere quanto già detto ad un giornale locale in relazione alle procedure inerenti ad un’interrogazione alla UE (presentata recentemente da Pignadoli del M5S in relazione alla Cabinovia) ha ribadito quanto già espresso, sottolinenando di voler solo ricordare come funzionano i passaggi nell’ambito del Parlamento Europeo e delle Commissioni UE; dopo aver ricordato che il Parlamento Europeo resta in carica fino al 2024 (indipendentemente dai risultati delle elezioni in Italia) Perini ha sottolineato che in caso di richiesta di informazioni da parte della Commissione europea l’asse del rapporto si sposta sullo Stato in quanto la Commissione Europea si rapporta con lo Stato e quindi allo Stato chiede spiegazioni per eventuali infrazioni o inosservanze. E nel caso si riscontrassero inosservanze e venga avviata la procedura di infrazione , con eventuali sanzioni , sarà lo Stato a risponderne , che poi si rivarrà sul Comune o comunque sull’Ente interessato. Infine Perini ha ricordato che in caso di messa in mora e poi di procedura di infrazione la Commissione europea potrebbe anche congelare i fondi PNRR cofinanziati.

Infine il Comitato ha ribadito che si sta lavorando con i legali per presentare 2 esposti, uno alla Corte dei Conti e uno alla Magistratura ordinaria .

La festa di Adesso Trieste da venerdì 9 settembre a domenica 11 a Prosecco: dibattiti sui temi caldi della città, musica e divertimento. Il programma

Si terrà al Kulturni Dom di Prosecco la prima festa di Adesso Trieste . Tre giorni di incontri in linea con la strettissima attualità sui temi del lavoro (si parlerà anche della crisi Wärtsilä) e ambientali con numerosi ospiti. Ma ci saranno anche i momenti di intrattenimento con i DJ (il venerdì con DJ set con Kwalaman e Maigol Myers ) e con musica live (sabato con The Selfies e i Jamaicaninbook preceduti dal coro della Wärtsilä )

Di seguito il programma completo:

Venerdì 9 settembre

17.00 Apertura festa

18.30 Dibattito | La città giusta per… Restare o tornare. Combattere la precarietà e invertire l’emigrazione giovanile è possibile (e necessario) | con:

Emily Clancy, Vicesindaca di Bologna |

Giorgia Kakovic, Presidenza di Adesso Trieste e Rete Fantapolitica |

Massimo Moretuzzo, Consigliere Regionale FVG |

Elena Ostanel, Consigliera Regionale Veneto | Modera Riccardo Laterza, Capogruppo di Adesso Trieste in Consiglio Comunale

21.00 La città giusta per… Ballare |

DJ set con Kwalaman e Maigol Myers

Sabato 10 settembre

10.00

Assemblea Cittadina di Adesso Trieste

14.00

Assemblee Tematiche e Territoriali

16.30 Wärtsilä e le altre: fuori dai ricatti

Assemblea aperta con i lavoratori e le rappresentanze sindacali

19.00 Le politiche che servono per una città più giusta. Adesso Trieste interroga i candidati alle elezioni politiche su crisi Wärtsilä, politiche energetiche, salario minimo e reddito, riconoscimento EU dei Punti Franchi Partecipano:

Caterina Conti, Partito Democratico

Silvia Di Fonzo, Unione Popolare

Furio Honsell, Alleanza Verdi-Sinistra

Stefano Patuanelli, Movimento 5 Stelle

19.00 La città giusta per… Crescere

  Incontro per i bambini: Leggiamo le città. Leggiamo insieme gli albi illustrati | con Piero Guglielmino di “Babbo raccontami”

21.30 La città giusta per… Ballare

Concerto di The Selfies e Jamaicaninbook

Apre il Coro Sociale della Wärtsilä

Domenica 11 settembre

10.30 La città giusta per… Un turismo slow

Gruppo di lavoro aperto
Le/i partecipanti dovranno organizzare un ipotetico viaggio rispettoso del territorio, della sua identità, di chi lo abita, dell’ambiente e dell’economia. Guideranno le loro scelte un gruppo di esperti del settore. Il confronto porterà a delle proposte per incentivare forme di turismo più gentili e giuste nei confronti della nostra città.

10.30 La città giusta per… Un lavoro dignitoso ed equo

Tavola rotonda
Il conto, salato, della continua rincorsa di un mercato del lavoro sempre più flessibile è pagato da lavoratori e lavoratrici: flessibilità è precarietà, flessibilità è insicurezza, flessibilità è mancanza di tutela, flessibilità è disoccupazione.
Dall’esperienza delle e degli operatori museali della nostra città, al movimento messo in moto dalla rete nazionale Mi Riconosci, al ruolo della rappresentanza sindacale, all’individuazione degli strumenti per poter agire e far valere i diritti di lavoratori e lavoratrici: questi alcuni dei temi sui quali ci confronteremo.

13.00 Chiusura festa

13.30 Esplorazione carsica

Passeggiata alla scoperta dell’Altipiano. Con il contributo di Antje Gruden e Dino Perco


*Per ragioni organizzative l’accesso alla festa sarà riservato ai soci di Adesso Trieste: nell’occasione, oltre al tesseramento ordinario, sarà possibile optare anche per il tesseramento onorario, a quota libera e facoltativa.

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Comitato No Ovovia: da Regione, Arpa e Sovrintendenza sono state messe “nero su bianco ” le criticità del progetto.

Sono state messe nero su bianco da Regione, Arpa , e Sovrintendenza le criticità relative al progetto cabinovia. Tale documentazone è stata presentata nella conferenza stampa del 2 luglio dal Comitato No Ovovia. Inoltre il MITE (Ministero per la Transizione Eclogica ) si è espresso in maniera negativa su una situazione analoga a quella che riguarderebbe il Bosco Bovedo (dove passerebbe la Cabinovia) che è inserito tra i siti Natura 2000 e in zona ZPS , quindi zona protetta. Le criticità, che collimano per molti aspetti con quanto sostenuto dal Comitato no Ovovia e dal gruppo dei residenti, riguardano gli aspetti ambientali, idrogeologici e di traffico. Nel Comunicato Stampa che riportiamo sotto vengono riassunti i vari punti critici evidenziati d Arpa, Regione e Sovrintendenza.

COMUNICATO STAMPA

Ancora ostacoli sulla strada dell’ovovia

Regione, Arpa e Sovrintendenza chiedono approfondimenti, il MiTE esclude impianti a fune nei siti Natura 2000

Trieste, 2 luglio 2022 – Il tanto atteso iter per la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) dell’ovovia è finalmente partito e i suoi risultati sembrano molto incoraggianti per il fronte del NO. Regione, Arpa e Sovrintendenza confermano nero su bianco i punti di debolezza che il Comitato No ovovia solleva da fine 2021: l’ovovia sposterebbe solo il 1,25% del traffico delle ore di punta, i dubbi sull’impatto ambientale e paesaggistico, le richieste di approfondimenti su vento, dissesto idreogeologico e sostenibilità economica. Ma il più grande ostacolo arriva dal Ministero della Transizione Ecologica, che in un pronunciamento ottenuto dall’Avvocatura Generale dello Stato per un impianto analogo conferma: non si possono costruire ovovie nelle Zone a Protezione Speciale.

Il documento del Ministero risalente al 2021 è una boccata d’aria per la sopravvivenza del Bosco Bovedo e del suo inestimabile valore ambientale, dando speranza anche a chi temeva delle deroghe nel caso di Trieste in quanto opere di Trasporto Pubblico Locale. Il 23 luglio 2021 dal Ministero della Transizione Ecologica in merito alla definizione del Piano e del Regolamento del Parco nazionale dello Stelvio, che conferma e precisa quanto già detto nel 2007 dal Ministero dell’Ambiente con il divieto di realizzazione di nuovi impianti di risalita a fune nelle Zone a Protezione Speciale (ZPS), scrive: “Eventuali interventi di perfezionamento dell’infrastrutturazione sciistica e degli impianti a fune in area Parco dovranno essere limitati alle sole Zone D di Piano, con esclusione delle aree ricomprese nelle ZPS ed in generale nei siti Natura 2000, ed in misura tale da risultare compatibili in ogni loro forma con le finalità di tutela e di conservazione dell’area protetta nazionale.” Nella lettera il MiTE specifica anche che la regola vale anche per Trasporto Pubblico Locale.

Si tratta di prescrizioni che hanno valenza generale e vanno a confermare i molti dubbi posti fin dalla sua costituzione dal Comitato No ovovia riguardo alla realizzabilità dell’opera, oltre che alla sua utilità e sostenibilità. Emergono ora anche i pesanti rilievi, richieste di approfondimenti e chiarimenti arrivati in questi mesi da ARPA, Sovrintendenza e uffici della Regione Friuli Venezia Giulia. “Ogni giorno che il Comune passa a sostenere l’inutile, impattante e insostenibile ovovia aumenta il rischio che Trieste perda i 48 milioni di euro ricevuto dal bando PNRR per il trasporto pubblico di massa – lancia l’allarme il coordinatore del Comitato William Starc -. È urgente attivarsi per un piano B che per noi è un moderno tram da Barcola a Campo Marzio, un primo lotto di una rete che integri centro e rioni periferici, con reali benefici per tutta la città. La Variante al Piano regolatore per inserire il percorso della cabinovia da Barcola Bovedo- Campo Romano Opicina richiede la predisposizione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). I soggetti pubblici, ARPA, Soprintendenza, Regione, interpellati dal Comune per esprimere il parere sulla relazione ambientale preliminare, hanno formulato le loro osservazioni, raccomandazioni e richieste di approfondimento. Queste confermano tutte le problematiche evidenziate in questi mesi dal Comitato e raccolte nel Dossier Le ragioni del No all’ovovia”.

“Da quanto evidenziato sopra – conclude Starc – il progetto dell’ovovia richiede una completa rivisitazione. A nostro avviso, non farà altro che dimostrare l’impraticabilità della proposta progettuale in quanto non compatibile con l’assetto naturalistico e i suoi vincoli (Bosco Bovedo), monumentale (Faro della Vittoria e Porto Vecchio), trasportistico (non è un trasporto di massa) e non incide su una limitazione significativa del traffico (per l’accesso Nord di Trieste). Invitiamo quindi l’Amministrazione Comunale a prendere in considerazione l’elaborazione di un nuovo progetto di mobilità sostenibile, da presentare con urgenza a Roma per non perdere i fondi del PNRR. La nostra proposta è un primo lotto di linea tramviaria che da Barcola Bovedo attraversi il Porto Vecchio, passi sulle Rive, liberandole dai parcheggi, e raggiunga Porto Nuovo (Largo Irneri). Tra l’altro la scadenza per la conclusione dei lavori per il tram è fissata al 2026, mentre quella per gli impianti a fune è nel 2024 e quindi avremmo due anni in più.” Questa contro proposta rispetterebbe le finalità originarie del Progetto Comunitario Portis, che come obiettivo mirava al collegamento tra Porto Vecchio e Porto Nuovo con una mobilità sostenibile e a un nuovo rapporto tra queste zone e la città. Va evidenziato che la nuova linea tramviaria – a differenza dell’ovovia – interesserebbe solo aree pubbliche comunali e demaniali, senza comportare oneri per gli espropri e sottrazioni di superfici alla viabilità esistente.

Per cogliere questa opportunità e non perdere il corposo finanziamento, Trieste deve urgentemente fare squadra e collaborare a un nuovo progetto, l’amministrazione non può continuare a sprecare tempo e risorse per un’opera che appare sempre più indifendibile.

Di seguito, suddivise per soggetto, le più significative richieste e note di APRA, Sovrintendenza e Regione, con allegati in calce i documenti da cui sono tratte.

RICHIESTE ARPA

VENTO: Considerato che il vento rappresenta un fattore climatico rilevante per il Comune di Trieste e, nello specifico, anche per la operatività dell’opera proposta derivante dall’attuazione della variante in oggetto, si ritiene opportuno vadano approfondite anche le caratteristiche microclimatiche dell’area influenzate dalla morfologia territoriale (es.: vento catabatico che s’incanala nella valle del Rio Bovedo non più rallentato dalla vegetazione che verrà tagliata (pag 4).

PRECIPITAZIONI e DISSESTO IDROGEOLOGICO: In merito alle precipitazioni, l’aumento della loro frequenza e l’intensità degli eventi estremi, causati dai cambiamenti climatici, devono essere considerati e messi in relazioni all’aumento del rischio di fenomeni dissesto idrogeologico, specialmente considerando che “La variante individua un’infrastruttura che determina una perdita di suolo boscato con conseguente incremento di apporto idrico. Una porzione del tracciato insiste su zone geologiche ZG1 ad alta pericolosità di dissesto (pag 4).

ARIA E RUMORE: Valutare gli eventuali effetti negativi sulla qualità dell’aria e rumore derivanti dal potenziale aumento del traffico verso il parcheggio d’interscambio di Opicina/stazione di partenza.

FLORA E FAUNA: si dovrà dettagliare l’estensione e la localizzazione della superficie boscata soggetta ad esbosco a causa della realizzazione dell’opera, sia in fase di cantiere (comprese eventuali nuove strade di accesso o allargamento sentieri esistenti) che di esercizio (es. per mantenimento fascia di sicurezza, manutenzioni periodiche ecc.) (pag 6).

MANCANZA di PROCESSI PARTECIPATIVI: Si ricorda che uno degli obiettivi fondanti della valutazione ambientale strategica (VAS) è proprio nell’aiutare “i responsabili delle politiche a prendere decisioni consapevoli, basate su informazioni oggettive e sui risultati delle consultazioni che coinvolgono pubblico, parti interessate e autorità competenti”. Arpa richiede: “la modalità di svolgimento del processo di partecipazione del pubblico e dei soggetti coinvolti nelle fasi di elaborazione e di valutazione ambientale del piano, la sintesi dei risultati che ne sono scaturiti e la descrizione di come gli stessi sono stati presi in considerazione” (pag 3)

 RICHIESTE  SOVRINTENDENZA

  • Al fine di valutare l’impatto dell’intervento e la sua visibilità, anche in considerazione della fascia di esbosco minima di 14,3 metri e la prossimità al Faro della Vittoria, si reputano necessarie fotosimulazioni che mostrino le interferenze visive con il faro ed il paesaggio circostante.
  • Con riferimento alle stazioni e ai relativi piloni del previsto impianto a fune, si richiede un specifico progetto che permetta di comprendere il reale impatto del detto intervento sul contesto tutelato sia nella parte Campo Romano Bovedo sia nella parte in piano di attraversamento del Porto Vecchio.
  • A queste richieste ricordiamo che la Soprintendenza aveva mandato il 9 marzo al Comune una lettera in cui chiedeva già uno specifico progetto da sottoporre alle procedure autorizzative e portava l’esempio del mantenimento degli assi viari caratterizzanti l’area del Porto Vecchio, e i loro coni prospettici visivi verso gli immobili vincolati, chiaramente incompatibili con la presenza di grosse stazioni e piloni.

REGIONE_VAS 876 VARIANTE PRGC ACCESSO NORD TRIESTE – PARERE SCOPING

RICHIESTE E NOTE DELLA DIREZIONE AMBIENTE REGIONE FVG

  • “Si evidenzia come le valutazioni ambientali di questa previsione siano state molto generiche e non supportate da adeguate motivazioni” (pag 1)
  • “Si prende atto che il progetto è stato inserito nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza a valere sulla Misura M2C2 – Investimento 4.2 Sviluppo trasporto rapido di massa (metropolitana, tram, autobus) avente quale obiettivo: “Ridurre il traffico delle auto private di almeno il 10% a favore del trasporto pubblico .. (omissis) .. Il focus sarà principalmente sulle aree metropolitane delle maggiori città italiane per diminuire l’impatto sull’ambiente e la congestione delle strade”. Considerato che per tutti gli interventi del PNRR vale il principio secondo il quale gli stessi non devono arrecare nessun danno significativo all’ambiente («Do No Significant Harm» DNSH), si chiede di esplicitare nel Rapporto Ambienale (RA )le valutazioni effettuate in ottemperanza a tale principio e di chiarire se e quali ulteriori verifiche debbano essere ancora espletate.” (pag 2)
  • “Si segnala che la previsione della variante non risulta inserita nel Piano regionale del trasporto pubblico locale” (pag 3)
  • “Aspetto importante nella valutazione complessiva di sostenibilità economica e ambientale del progetto, non trattato nel Rapporto Preliminare ambientale (RP) , riguarda l’utilizzo dell’impianto in relazione alla situazione meteo climatica. Nel RA dovranno pertanto essere analizzati i dati meteorologici riferiti alle aree di intervento con particolare riferimento al regime dei venti dominanti” (pag 4)
  • La Regione evidenzia che “nell’ora di punta si stima che verranno tolti dalla rete 450 veicoli equivalenti. Considerato che tale valore rappresenta l’1,25% dei veicoli circolanti nell’area di studio nella medesima fascia oraria, si osserva come i dati del RP non sembrino indicare effetti positivi particolarmente significativi su questa tematica; questi aspetti dovranno essere maggiormente indagati nel RA”. (pag. 5)
  • “La valutazione della sostenibilità, sia ambientale che economica dell’intervento, non potrà prescindere dalla valutazione dei costi energetici relativi alla gestione dell’impianto e dovrà tenere conto anche delle effettive giornate di utilizzo in funzione dei fattori meteo climatici (presenza di giornate di bora, intensità, sicurezza, ecc.). Nel RA dovranno essere descritti anche le criticità e gli effetti sugli aspetti socio economici in relazione agli espropri e ad ulteriori vincoli di uso e proprietà insistenti sulle aree interessate”. (pag 6)
  • “Come noto nelle ZPS vigono le misure di conservazione generali di cui alla L.R. 14/2007, discendenti dal DM 17 ottobre 2007, che, fra le altre cose, prevedono all’art. 3, comma 2, lett. k bis, il divieto di realizzazione di: “nuovi impianti di risalita a fune e nuove piste da sci”, ad eccezione di quelli previsti in strumenti di pianificazione generali e di settore vigenti o adottati preliminarmente alla data di entrata in vigore della legge regionale n. 7/2008. Sono in corso presso il competente Ministero della Transizione Ecologica le dovute verifiche in merito all’applicazione della norma al caso in esame”. (pag 6)

NOTA: il Ministero della Transizione Ecologica si è già espresso sul tema degli Impianti a fune nelle ZPS: ““La Direzione Generale per il patrimonio Naturalistico, al fine di una corretta interpretazione della norma, ha ritenuto opportuno procedere ad un approfondimento giuridico, mediante il coinvolgimento dell’Avvocatura generale dello Stato, al fine di verificare se tutte le tipologie di impianti a fune, compresi gli impianti a fune classificabili come TPL, fossero ricompresi nell’ambito di applicazione del DM “Criteri minimi”, come fino ad oggi considerato sul territorio nazionale. L’analisi dell’Avvocatura generale dello stato ha confermato che tutte le tipologie di impianti a fune rientrano nell’ambito di applicazione del DM “Criteri minimi” in considerazione che detti impianti “ hanno strutturalmente un impatto sull’habitat dei volatili…” e che tali strutture possono “pregiudicare l’ecosistema e la sicurezza degli uccelli, che lo stesso decreto si prefigge di tutelare”, comportando “comunque un evidente pericolo per la sicurezza dei volatili, nonché un impatto sull’intero habitat, sia per le modifiche ambientali connesse con la realizzazione delle strutture stesse, sia per l’incremento della presenza dell’uomo”.

  • “Si ritiene opportuno che, a fronte delle criticità evidenziate, siano analizzate alternative previsionali e progettuali, quali, ad esempio, lo sviluppo di diversi sistemi di trasporto a via guidata e a guida vincolata (tram, metropolitana leggera, metrotranvia), anche sfruttando reti su ferro esistenti e attualmente non utilizzate” (pag 8)

La mozione per il “Progetto Pedibus” approvato in terza circoscrizione : a Roiano-Gretta scatterà il “Pedibus” per gli studenti più giovani.

La mozione presentata da “Adesso Trieste” riguardante il “progetto Pedibus” per i ragazzi della scuola primaria (Tarabochia e Saba) è stata approvata all’unanimità in III circoscrizione . I ragazzi delle primarie verranno accompagnati quindi a scuola lungo un percorso prestabilito. Sono inoltre stati ottenuti i fondi per avviare il “Pedibus” in altri rioni.

Dal Comunicato Stampa di Adesso Trieste:

“Il Progetto Pedibus è una forma di trasporto scolastico rivolto alle alunne e agli alunni della scuola primaria: i genitori a turno li accompagnano a piedi lungo un percorso prestabilito. Un modo per andare a scuola in autonomia e garantire il diritto alla cittadinanza fin dai primi anni di vita, con vantaggi per la salute psicofisica dei piccoli e anche per il traffico cittadino.

In III circoscrizione è stata presentata, e approvata all’unanimità, la mozione di “Adesso Trieste” dedicata al Pedibus per i giovani alunni della Terza Circoscrizione (scuole Tarabochia e Saba). La proposta nasce a seguito dell’avvio, a marzo 2022, di un percorso di studio approfondito del territorio, a partire dall’analisi dello storico progetto lanciato dalla UISP nel 2010 nell’Istituto Comprensivo Tiziana Weiss ad opera di Elena Debetto.

I consiglieri Marchi, Festini e Kakovic hanno analizzato il territorio prima di coinvolgere la Dirigente dell’Istituto Comprensivo Roiano Gretta, che ha accolto la proposta con entusiasmo. Il feedback positivo ha aperto la strada agli incontri con i docenti e i comitati dei genitori, utilissimi per arricchire il progetto.

La mozione è stata accolta da TUTTE le forze politiche, a testimoniarne la validità a favore di tutta la popolazione. Nell’incontro che si è svolto presso il Comune di Trieste con le Mobility Manager è stato sottolineata l’importanza del ruolo della circoscrizione nel fare propria un’istanza del territorio!

Pedibus (foto dal web)

Consideriamo l’approvazione della mozione una vittoria politica molto importante, anche se circoscritta, per ora, ai rioni di Gretta e Roiano: è la dimostrazione che c’è la possibilità di costruire, passo dopo passo, una città che mette al primo posto per i più giovani la mobilità sostenibile, l’educazione stradale e la socializzazione.

In Consiglio Comunale, in sede di bilancio, abbiamo chiesto e ottenuto fondi ulteriori per avviare il Pedibus anche negli altri rioni”

By TriesteParla

Corteo No Ovovia il 17 giugno: partirà da Piazza Oberdan e arriverà in Piazza Unità (mappa del tragitto e il comunicato nell’articolo)

Dopo i banchetti informativi delle scorse settimane (circa 50 in varie parti della città) che fornivano informazioni sul progetto e sulla manifestazione in programma , domani 17 giugno dalle 17.00 si svolgerà il corteo che arriverà in Piazza Unità partendo da un luogo simbolico come si legge nel comunicato.

Riportiamo di seguito il comunicato del Comitato No Ovovia sulla manifestazione

OVOVIA la grande BUGIA:

il programma e il tracciato della manifestazione

venerdì 17 alle ore 17, Piazza Oberdan

– Il Comitato NO ovovia invita la cittadinanza a partecipare alla grande manifestazione contro l’ovovia, venerdì 17 giugno alle ore 17 con partenza in Piazza Oberdan e arrivo in Piazza Unità d’Italia. “La manifestazione – sottolinea William Starc coordinatore del Comitato No ovovia – vuole essere una grande festa per la democrazia, per chiedere a gran voce e tutti insieme maggiore partecipazione nelle decisioni che riguardano la vita dei cittadini”. Il percorso della manifestazione sarà il seguente: Piazza Oberdan, via Carducci, via Geppa, via Roma, piazza Borsa, via Einaudi, piazza Verdi e conclusione ed interventi finali in piazza Unità. La manifestazione sarà animata da una banda di musica balcanica, da canti, tra cui una rivisitazione della canzone triestina “El tram de Opcina” con un testo dedicato all’ovovia e accompagnata da numerosi striscioni e cartelloni che racconteranno i motivi del no all’ovovia.

Il ritrovo in piazza Oberdan alle ore 17 ha una motivazione importante: sottolineare lo stop del tram di Opcina, decisamente più amato dalla cittadinanza intera rispetto all’inutile, impattante e insostenibile progetto dell’ovovia. Un’infrastruttura che ha un valore storico e anche turistico immensamente superiore e che preserva l’identità del territorio.

Il punto di arrivo è invece sotto le stanze del potere, dove il progetto è stato concepito ma dove non hamai ancora trovato la possibilità di un reale confronto politico, né all’interno del Consiglio comunale, né con la città stessa. Qui si susseguiranno gli interventi delle associazioni e dei gruppi aderenti al Comitato che chiuderanno la manifestazione.

Il tragitto del corteo

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“Vuoto” referendario. Nel comune di Trieste sono 30 gli spazi (vie e piazze) indicati per posizionare gli allestimenti per i manifesti. Tutti desolatamente vuoti (foto e documentazione nell’articolo).

Si vedono in tutta la città . Da circa un mese, in vista del referendum, sono allestiti dappertutto e sono desolatamente vuoti. Il Comune ha individuato (con un allegato alla delibera 190/2022) 30 siti e quindi vie, piazze e rioni, in cui posizionare gli allestimenti, supporti, tubi e plance, per ospitare ognuno circa 20 manifesti. A fronte di un tale dispiegamento di supporti per le affissioni le richiesta pervenute al Comune dai partiti per posizionare manifesti sono 3, come si legge nella delibera 191 (DG 191/2022). Superfluo dire che in tempi di social e informazione che viaggia sul web l’allestimento, peraltro così massiccio , risulta assolutamente inutile e dispendioso.

– l’articolo continua sotto le foto-

Le foto si riferiscono al 9 giugno (a 3 giorni dal referendum) nelle postazioni di Via Aquileia, Via Commerciale e Viale Miramare

Tutti i siti individuati dal Comune per il posizionamento degli allestimenti per ospitare i manifesti

Nella stessa delibera (DG 190/2022) si legge che “la spesa quantificata in stimati € 102.670,39 IVA ed imprevisti inclusi, ha trovato puntuale definizione a seguito di individuazione dell’appaltatore a cura della determinazione dirigenziale n. 923/2022”.

Le domande per l’affissione dei manifesti da parte dei gruppi politici sono state solo 3 come si legge nella delibera 191/2022.

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Comitato No Ovovia, importanti novità in conferenza stampa: banchetti e manifestazioni in programma. E dal Ministero una richiesta al Comune di “project review”(revisione del progetto) come riportato in conferenza dall’On. De Carlo (video intervista nell’articolo).

La conferenza stampa del Comitato No Ovovia del 28 maggio presenta alcune importanti novità. Al tavolo erano presenti l’On. Sabrina De Carlo (M5S), e i rappresentanti del Comitato Elena Declich e William Starc.

L’on. De Carlo riferisce che , dopo alcuni incontri in questo periodo con rappresentanti e tecnici del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile e con il Ministro Giovannini in cui è stata portato all’attenzione del Ministero il progetto della Cabinovia (anche con la documentazione presentata dal Comitato) è stato richiesto al Comune di Trieste, da parte del Ministero, di procedere con una domanda di “Project Review” , una revisione del progetto in sostanza. Se questa non verrà presentata ci sarà il rischio di perdere i soldi stanziati dal PNRR per il progetto “Cabinovia”. E’ questa la più grande novità che viene presentata dal Comitato che peraltro sottolinea il fatto che questa notizia non sia assolutamente stata fatta conoscere ai cittadini .

(l’articolo continua sotto la foto)

Da sinistra : On. Sabrina De Carlo , William Starc , Elena Declich

Interviene poi William Starc (Comitato o Ovovia) che dopo aver ribadito l’importanza dell’interessamento del Ministero alla questione e in particolare la rilevanza di questa notizia riportata dall’On. De Carlo che si sta interessando alla problematica, annuncia che ci saranno diverse iniziative : banchetti informativi in varie zone della città e vi sarà una manifestazione il 17 giugno con lo scopo di coinvolgere la cittadinanza il più possibile. Starc comunica lo spostamento nel progetto della stazione di arrivo in Carso da Campo Romano al parcheggio fronte distributore (Opicina).

Vi sono poi gli interventi dei partecipanti alla conferenza stampa:

Wehrenefennig (Legambiente ) presenta il progetto alternativo all’Ovovia che vede le linee viaggiare su rotaia e quindi con l’utilizzo del Tram (anche a batteria). Questa rete servirebbe gran parte della città e quindi prevederebbe 2 linee principali , una costiera e una cittadina e viene sottolineato che funziona perfettamente in molte città d’Italia.

Dello stesso tenore l’intervento di Barocchi (TriesteBella) che propone un progetto alternativo all’Ovovia che viaggerebbe su rotaia che avrebbe come stazioni una struttura di lato al Miela e quindi più vicino al centro (rispetto all’attuale progetto Ovovia) e una di arrivo al bivio di Barcola. In un secondo momento la linea tramviaria potrebbe servire anche il Borgo Teresiano e tutta la città e servirebbbe anche a diminuire il traffico veicolare.

Fermeglia del WWF, dopo aver ricordato le criticità del progetto dal punto di vista economico (i costi sovrastimati) e sociale (“non aiuta la mobilità urbana”), sottolinea l’importanza del Bosco Bovedo che non andrebbe neanche minimamente toccato in quanto è anche inserito in “Natura 2000” (come ValRosandra, Monte Lanaro, e Bosco Bovedo). Inoltre , continua Fermegli, il bosco presenta diverse peculiarità, ed è un unicuum al mondo in quanto “è un luogo in cui la flora balcanica incontra la flora mediterranea e quella alpina, fatto più unico che raro”.

Infine interviene Brattoli (Adesso Tieste) sottolinenado che vanno sollecitati tutti i parlamentari dell’area triestina affinche rafforzino la pressione sul Ministero competente perchè riguardi il progetto secondo le indicazioni del Comitato, soprattutto alla luce della poca trasparenza che finora traspare, a livello cittadino, sul progetto stesso.

La Conferenza stampa si chiude con l’auspicio da parte di Starc della maggior partecipazione possibile alle prossime iniziative al fine di far conoscere le problematiche legate al progetto “perchè la sfida per un trasporto migliore passa sicuramente attraverso l’informazione, la trasparenza e la comunicazione.

L’Intervista all’On. Sabrina De Carlo (M5S)

Intervista all’On. De Carlo

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Il comunicato del “Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara” dopo l’audizione in Consiglio Regionale: il progetto nuovo Burlo non si ferma: “alberi sradicati e sostituiti” (nell’articolo video intervista sulla Pineta)

Riportiamo il comunicato stampa di Paolo Radivo del “Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara, in seguito all’audizione in Consiglio Regionale sulla riqualificazione del Burlo

(in fondo all’articolo la Video Intervista sulla Pineta di Cattinara)

“ASUGI, Regione e “Burlo” hanno deciso: la pineta di Cattinara deve morire

Durante l’odierna audizione in Terza Commissione del Consiglio regionale, il responsabile dei lavori dell’ASUGI per l’ospedale di Cattinara e la nuova sede dell’IRCCS “Burlo Garofolo” Massimiliano Liberale, il direttore generale dell’IRCCS Dorbolò, il direttore generale dell’ASUGI Poggiana e il vice-presidente della Regione Riccardi hanno confermato che intendono trasferire l’ospedale materno infantile a Cattinara e mantenere le dimensioni previste dal progetto definitivo del 2014 sia per il nuovo “Burlo” sia per l’autosilo sotterraneo da 728 posti. Neanche un centimetro quadrato in meno. ASUGI, Regione e “Burlo” hanno le mani legate, non possono modificare vecchie scelte e devono scrupolosamente rispettare i contratti con la ditta appaltatrice. A pagarne le conseguenze deve essere la natura, non loro, ossia i contribuenti.

La novità di oggi è che gli alberi da sradicare per l’imprescindibile nuovo “Burlo” saranno 296 nella pineta e 77 nel parcheggio dipendenti, ossia 373 in tutto. Il progetto definitivo del 2014 parlava invece di 440 nella pineta e 79 nel parcheggio dipendenti. Totale: 519. Ma il numero calcolato allora era dichiaratamente una stima per eccesso, mentre dal 2014 diversi alberi sono stati tagliati e non sostituiti.

Lo sbancamento iniziato il 4 febbraio scorso per realizzare il “parcheggio sud-ovest”, l’edificio servizi, le opere stradali connesse e i bypass impiantistici presso via Valdoni bassa ha già comportato o comunque causerà l’abbattimento di 104 alberi nella zona ovest del comprensorio ospedaliero e di 42 nella zona sud. In tutto 146.

Per giunta nel piazzale interno e nelle aree comuni sparse dovranno essere eliminati altri 17 alberi.

Totale: 536 da cancellare nella “fase 1” dei lavori.

Ma niente paura: «si provvederà alla piantumazione di un numero di alberi pari a 5 volte quelli di cui è previsto l’abbattimento». Ossia 3.365: 2.500 nel versante collinare tra il polo cardiologico e via del Botro appena disboscato, 700 in aree a ridosso di via del Botro, 138 nella pineta e 27 nel piazzale interno. Dunque 2.829 in più…

In realtà molti di questi non potranno che essere arbusti, specie nella pineta e nel piazzale interno dove il terreno artificiale soprastante le costruzioni sotterranee sarebbe sottilissimo. Difatti il progetto definitivo prometteva sì 3.350 essenze vegetali compensative, di cui però solo 1.150 alberi. Nessuno ovviamente alto, largo e rigoglioso come quelli condannati a morte.

L’ing. Liberale ha sottolineato che le nuove alberature saranno autoctone e migliori delle attuali. Il fatto che molti pini neri della pineta siano secolari non dà loro alcun valore botanico, storico o paesaggistico. Devono morire e basta. A dire il vero già ora parte degli alberi della pineta sono tipici della boscaglia carsica, ossia autoctoni. Ma che importanza ha? Si taglino pure quelli e facciamola finita!

Eppure per salvare la pineta bastava tornare all’Accordo di programma del 2009, il quale prevedeva un autosilo non di due ma di tre piani interrati per un totale non di 728 ma di 770 stalli. Il parcheggio sotterraneo immaginato nel 2009 si fermava sotto il muro di cinta della pineta, senza intaccarla. Quello pensato nel 2014 e ribadito ora è invece molto più ampio. Ma i contratti sono contratti!

Oggi abbiamo appreso inoltre che i lavori per il nuovo “Burlo” a Cattinara dureranno 4 anni: dal giugno 2023 al giugno 2027. Intanto proseguiranno i lavori intorno a via Valdoni bassa. Naturalmente non ne deriverà alcun disagio per residenti, pazienti e operatori sanitari…

Il dott. Dorbolò ha sostenuto che il trasloco del “Burlo” a Cattinara è inevitabile perché la sede di via dell’Istria presenta «criticità gravi nel gestire le attività assistenziali e nessun possibile sviluppo», oltre che «gravissime difficoltà nell’adeguarsi alle norme sulla sicurezza e la salute dei lavoratori», mentre la situazione delle sale d’attesa è «disastrosa». Eppure in via dell’Istria sono in corso lavori di adeguamento che dovrebbero terminate entro l’anno, dopo l’acquisto di tre palazzine sempre con i fondi della Regione. Ma sarebbero solo una «soluzione temporanea di messa in sicurezza». Dunque il “Burlo” non può restare lì.

Ma se negli ultimi 14 anni Stato e Regione non gli avessero negato ben 13 milioni di euro, come lo stesso Dorbolò ha lamentato, oggi non si troverebbe in condizioni migliori? Non sarebbe più facile, rapido ed economico completare tutti i lavori necessari in via dell’Istria piuttosto che avventurarsi nel trasloco?

Come potrà poi il nuovo “Burlo” mantenere la sua specificità, rivendicata da Dorbolò, se a Cattinara diverrà un’appendice fisica dell’ospedale per adulti con tre reparti in comune?

Quanto al destino degli edifici di via dell’Istria, dopo questa audizione l’unica certezza è il dubbio. Dorbolò ha ricordato che una delibera di giunta prevede di cartolizzarli. Ma intanto l’IRCCS sta facendo uno studio fattibilità per realizzarvi un hospice per le cure palliative e una “Cittadella della salute del bambino e dell’adolescente”. Chi vivrà vedrà…

Paolo Radivo

Comitato spontaneo per la Pineta di Cattinara

Comitato Alberi Trieste

Comitato Altura-Cattinara”

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